COMITATO ANTI-SCORIE

Via Messina 1 - 85100 Potenza - Tel. 340/6293289 comitatoantiscorie@yahoo.it
domenica, 14 ottobre 2007

Comunicato Stampa - 12 Ottobre

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Grande ed inaspettata partecipazione di studenti ed adulti, specie del mondo dell'associazionismo e del sindacato, all'assemblea pubblica indetta dall'Unione degli Studenti di Matera, nella sala Letture di Palazzo Lanfranchi, per dar voce alle problematiche presenti in un modo diverso da quello della semplice manifestazione di piazza. L’assemblea, introdotta da Antonello Loforese, studente del Liceo Scientifico di Matera, ha avuto luogo nella giornata in cui gli studenti italiani si sono fermati per protestare per alcune decisioni intraprese dal ministro Giuseppe Fioroni, ultima quella sui debiti da recuperare entro il mese di settembre. "Non abbiamo bisogno delle manifestazioni di piazza con i grandi numeri se poi i partecipanti non ne conoscono il motivo - ha dichiarato Diana Armento nel corso della manifestazione - Bisogna, prima di tutto, fare informazione e formazione, non con il semplice volantino che spesso non si è capaci di leggere". Toccati più i volte i temi della rappresentanza studentesca e della figure di responsabilità all'interno della comunità studentesca: "Bisognerebbe rendere il voto più consapevole, non abbiamo bisogno dei rappresentanti modelli/e ma persone capaci di impegnarsi per poter cambiare qualcosa. - è intervenuta Cristiana Taccardi - Purtroppo, però, la figura di rappresentanza non riesce a poter svolgere al meglio il suo ruolo. Si evidenziano contrasti fra  studenti e docenti  l'introduzione di uno Statuto per gli Studenti in Stage, una Carta Nazionale dello Studente ed una Legge Quadro nazionale sul Diritto allo Studio. Aspettiamo anche una Riforma degli Organi Collegiali, che li renda paritetici, ed una valorizzazione delle Conferenze Nazionali dei Presidenti delle Consulte, il cui parere viene molto spesso ignorato. La questione degli esami di riparazione è venuta dopo e da parte nostra non vi è un NO senza se e senza ma. Crediamo che dare meritocrazia al sistema sia importante per un rilancio della formazione, a condizione che venganodefinite le modalità di preparazione dei corsi di recupero  e la terzietà dei docenti che andranno a valutare - spiega Leonardo Madio - Ci sentiamo, inoltre, noi dell'Unione degli Studenti di Matera, di voler lanciare un appello alla legalità nel nostro territorio che non è un isola felice, come ci hanno fatto credere finora. Ci sono questioni di elevata importanza che vanno analizzate a fondo e discusse anche tra gli studenti ed i giovani che saranno chiamati un giorno a portare avanti questo territorio: dalle 64 barre di uranio-torio ancora presenti al centro Itrec di Rotondella al campus universitario di Matera, dal sistema degli affari denunciato da De magistris alla povertà crescente della nostra regione (23%) nonostante la presenza di petrolio". Alla manifestazione hanno partecipato, intervenendo, anche Olimpia Fuina, madre di Luca Orioli assassinato 20 anni or sono insieme alla ragazza Mariarosaria a Policoro, Eustachio Nicoletti, segretario FLC CGIL e Domenico Lence, dell'Arca per la Legalità.

postato da sabbio alle ore ottobre 14, 2007 15:04 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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domenica, 07 ottobre 2007

La Lucania aspetta risposte



Stamattina siamo stati alla presentazione della candidatura di Letta e de Filippo alla guida del Partito Democratico. Con Olimpia Fuina (madre di Luca Orioli… il fidanzatino di Policoro) abbiamo chiesto aiuto, sostegno per continuare a lottare, ma anche risposte sulle tante problematiche presenti nella nostra regione. Sul tema della 64 barre di uranio-torio presenti, nonostante il decommisioning delle stesse, al centro Itrec di Rotondella (oggi al centro dell’informazione giornalistica per il presunto traffico di armi e plutonio. Dieci ex direttori generali del centro Enea-Itrec sono indagati) De Filippo ha detto che è compito della Regione occuparsene. Ora vedremo se la Regione vorrà occuparsene. Alla Regione a ’sto punto diciamo: Muoviamoci (che è, tralaltro, il motto della campagna elettorale per il PD di Enrico Letta).
postato da sabbio alle ore ottobre 07, 2007 18:21 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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lunedì, 24 settembre 2007

Quando avranno inquinato l'ultimo fiume,

 abbattuto l'ultimo albero,

 preso l'ultimo bisonte,

 pescato l'ultimo pesce,

 solo allora si accorgeranno

di non poter mangiare

il denaro accumulato nelle loro banche

 Tatanka Iotanka (Toro Seduto)

postato da sabbio alle ore settembre 24, 2007 17:38 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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giovedì, 20 settembre 2007

L'"Onorevole" Letta




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postato da sabbio alle ore settembre 20, 2007 21:26 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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domenica, 16 settembre 2007

Aderiamo INSIEME






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Al Presidente del Consiglio, Romano Prodi; al Ministro dello Sviluppo Economico, Pier Luigi Bersani; Al Ministro dell’Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare, Alfonso Pecoraro Scanio; al Sottosegretario al Ministero dello Sviluppo economico, Filippo Bubbico; al Sottosegretario al Ministero delle Finanze, Mario Lettieri; al Sottosegretario alle Riforme Istituzionali ed ai Rapporti con il Parlamento, Gianpaolo D’Andrea; a tutti i Parlamentari lucani; al Prefetto di Matera, Francesca Adelaide Garufi; Al Prefetto di Potenza, Luciano Mauriello; al Presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo; all’Assessore all’Ambiente della Regione Basilicata, Gianni Rondinone; all’Assessore alla Sanità della Regione Basilicata, Rocco Colangelo; al Presidente del Consiglio Regionale della Basilicata, Maria Antezza; A tutti i Consiglieri della Regione Basilicata; al Sindaco del Comune di Rotondella, Vito Agresti; a tutti i Sindaci della Basilicata; all’Autorità di Bacino, Potenza; all’Apat; al Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola; al Presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero; Al Presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino; a tutte le Segreterie dei Partiti Politici; alle Organizzazioni sindacali; A tutte le Associazioni Territoriali, All’Arpab...




EVIDENZIA

la presenza sul territorio lucano del Centro Nucleare Enea/Sogin della Trisaia di Rotondella. Esso è considerato il secondo sito italiano per pericolosità dopo quello di Saluggia: per i rifiuti nucleari di terza categoria ivi contenuti (ossia quelli più pericolosi la cui radioattività decade in migliaia di anni), per lo stato di conservazione e per le modalità di gestione sino ad ora adottate;
la mancata messa in sicurezza del materiale nucleare presente nel Centro (che costituisce grave pericolo per le popolazioni) da circa tre anni sotto la gestione della Sogin Spa;
la presenza di materiale nucleare di proprietà americana: 64 barre di uranio/torio più altri prodotti ad alta attività, residui del riprocessamento di altre barre lavorate (rifiuti di terza categoria) di circa 3 metri cubi di liquidi ad alta attività;
la dichiarata pericolosità delle stesse barre di origine militare che possono essere utilizzate per la fabbricazione di armi nucleari;
la presenza di un impianto di riprocessamento (Itrec) altamente pericoloso per le popolazioni ed il territorio sia qualora fosse rimesso in funzione, sia perché contaminato;
la presenza di numerose fosse interrate (una definita “fossa irreversibile” dalla stessa Sogin - Enea) dove, per alcune, non è noto il contenuto radioattivo, mentre per altre ne è nota l’alta radioattività;
la presenza di una condotta contaminata che dal Centro arriva sulla spiaggia del litorale jonico;
la presenza dell’invaso della Diga di Monte Cotugno (500 milioni di metri cubi d’acqua) che si trova a monte del centro nucleare. Per essa non sono stati effettuati studi accurati per escludere danni alla struttura nucleare con devastanti conseguenze per le popolazioni in caso di tracimazione o rottura.

CONSIDERATO

i notevoli ritardi nell’attuazione del crono-programma dei lavori presentato da Sogin alle autorità regionali per la messa in sicurezza del sito della Trisaia;
il fallimento del Tavolo della Trasparenza istituito dal Governo ed espletato in Regione per garantire trasparenza sui lavori di messa in sicurezza del centro nucleare. Si sono persi oltre due anni senza assicurare sicurezza e tranquillità alle popolazioni locali;
gli incidenti nucleari denunciati (e non) che si sono verificati nel territorio per la presenza del centro nucleare già oggetto di inchieste giudiziarie da parte della Procura di Matera e di Potenza.
le altre inchieste giudiziarie che vedono coinvolta la Dirigenza e il centro nucleare della Trisaia per traffico di rifiuti radioattivi (vedi rifiuti tossici nei calanchi di Pisticci e traffici con la Somalia);
l ’assoluta mancanza di trasparenza sulle attività condotte per oltre 40 anni del centro nucleare della Trisaia;
la mancanza di condizioni di trasparenza sulle attuali attività svolte presso il centro;
che lo stesso centro potrebbe diventare deposito “provvisorio-definitivo” per ospitare altri rifiuti radioattivi provenienti dall’Italia e dal riprocessamento del combustibile nucleare italiano inviato in Francia ed in Inghilterra, cosi come prevede la Legge Marzano;
che tutti gli impianti nucleari italiani saranno “svuotati” del combustibile nucleare che sarà riprocessato all’estero, ad esclusione del Centro della Trisaia, che nel 2020 (data del rientro dei residui del riprocessamento) rischia di ospitare i rifiuti nucleari divenendo di fatto sito definitivo;
la mancanza di un operativo piano di emergenza esterna al Centro che tuteli le popolazioni in caso di incidente nucleare (piano di evacuazione ed interventi sanitari immediati);
la mancanza nel piano di emergenza dighe dell’eventualità di evacuazione della popolazione che interessi l’area in cui è ubicato il centro nucleare. Le conseguenze potrebbero essere catastrofiche (Il Centro non è stato progettato per resistere a tale eventualità);
la mancanza di un monitoraggio completo dei parametri ambientali (aria, acqua, suolo) e sulle matrici alimentari (carne, uova, pesce, flora, frutta, latte, etc) per la tutela delle popolazione dal rischio contaminazione radioattiva;
la mancanza di una indagine epidemiologica sulla popolazione, trasparente anch’essa nella impostazione e gestione delle rilevazioni e magari realizzata con il coinvolgimento attivo dei cittadini;
la mancanza di tutti gli strumenti sanitari pronti a fronteggiare una eventuale emergenza radioattiva;
la militarizzazione del Sud ed in particolare la neonata base Nato di Taranto che rischia di ospitare i sommergibili nucleari della VI Flotta Americana in procinto di lasciare la Maddalena in Sardegna, con conseguente nuclearizzazione del Mar Jonio. Ciò creerebbe ulteriori e drammatici risvolti sul pericolo nucleare nel nostro mare ed evocherebbe il pericolo di nuovi depositi nucleari a scopo militare.

CHIEDE AGLI ENTI PREPOSTI E AI RISPETTIVI RESPONSABILI:

La messa in sicurezza delle scorie italiane nei siti ove attualmente sono ubicate;
La restituzione di tutto il materiale nucleare “non italiano” ai legittimi proprietari; in particolare la restituzione delle barre di combustibile nucleare di Elk River e di tutto il combustibile riprocessato: 64 Barre di Uranio/Torio e i rifiuti delle lavorazioni (liquidi ad alta attività) dopo la sistemazione in sicurezza e, garantita l’inutilizzabilità futura per fini militari, agli Stati Uniti d’America. La risoluzione della controversia in merito alle barre di Elk River non è di natura giuridica, ma di natura politica. Come Coordinamento di associazioni lucane riteniamo responsabili della materia i rappresentanti lucani nel Governo Nazionale ed in particolare i sottosegretari lucani Bubbico,
Lettieri e D’Andrea; gli altri parlamentari lucani dovrebbero esercitare potere di controllo e “pressioni”, informando e coinvolgendo i cittadini, pretendendo risposte alle interrogazioni effettuate;
la creazione di un Ente pubblico, quindi controllabile, che dia garanzie di trasparenza e garantisca tutte le operazioni di sistemazione in sicurezza di tutto il materiale radioattivo presente nel centro nucleare della Trisaia, considerata l’inaffidabilità attualmente espressa dalla Sogin Spa;
che si faccia luce su tutte le vicende legate alle inchieste giudiziarie che vedono coinvolto il centro nucleare della Trisaia e che vengano perseguite eventuali responsabilità per la gestione dell’Enea e della Sogin;
il risarcimento economico da destinare ad iniziative di sviluppo economico e sociale del Metapontino per i danni indotti per la presenza del centro nucleare;
uno studio sulle possibili conseguenze correlate ad una tracimazione dell’invaso di Monte Cotugno e il suo impatto sul centro nucleare posto a valle;
che tutte le attività inerenti la conoscenza, la verifica e il controllo della sistemazione in sicurezza del materiale nucleare presente presso la Trisaia di Rotondella venga fatto coinvolgendo sopratutto le popolazioni locali;.
La convocazione delle sedute del Tavolo della Trasparenza, a rotazione, presso lo stesso centro nucleare, presso il comune di Rotondella e presso tutti gli altri Comuni “satelliti”;
che i sindaci del Metapontino, i loro tecnici di fiducia e le associazioni interessate siano parte integrante del Tavolo della Trasparenza (per cui si rende necessario l’adozione di un nuovo regolamento di gestione); tutti i cittadini interessati devono poter avere conoscenza di quando si realizza al Tavolo della Trasparenza ed accesso alla documentazione;
di assicurare al più presto un monitoraggio ambientale per tutelare la salute di flora, fauna, cose e persone effettuati anche con metodi innovativi, quali il biomonitoraggio con insetti e/o piante in grado di rilevare con estrema attendibilità e semplicità l’evolversi dei parametri ambientali. Le sole centraline sull’aria montate dall’Arpab non bastano, i valori delle analisi devono essere accessibili a tutti per questioni di trasparenza e sicurezza sociale. Questo tipo di monitoraggio dovrebbe essere avviato prima delle attività di decommissioning e messa in sicurezza, operazioni estremamente pericolose sia per i lavoratori che per le popolazioni circostanti;
di non cedere alla “logica delle compensazioni” (già aborrite nel dopo Scanzano), così come stanno riproponendo i sindaci auto-convocati (ed in questo ci chiediamo dove sia il Governo);
di realizzare tramite le strutture sanitarie un’indagine epidemiologica utile per la programmazione delle attività di prevenzione sul territorio, non solo inerente il rischio radiologico;
di attrezzare le strutture sanitarie presenti sul territorio per gestire una eventuale emergenza di contaminazione radioattiva;
di attivare con risorse ordinarie disponibili una riconversione totale del centro nucleare dopo il decommissioning e la denuclearizzazione del sito per l’istituzione di facoltà universitarie al servizio del territorio (nelle specialità consone ad uno sviluppo sostenibile del Metapontino quali Agricoltura, Energie Rinnovabili e Turismo). In questo modo si darebbe un nuovo impulso al territorio con il mantenimento degli attuali livelli occupazionali; il centro può essere riconvertito, inoltre, in un incubatore tecnologico per lo sviluppo delle imprese così come avviene con altri centri Enea ; le aree denuclearizzate possono essere riconvertite in aree di sviluppo commerciale industriale, per la presenza delle principali arterie di comunicazione (ferrovia, strada statale, porto di Taranto);
di tutelare il nostro ecosistema e di istituire al più presto il Parco della Magna Grecia e il Parco dei Calanchi, l’istituzione dei parchi in oggetto oltre a tutelare l’ecosistema è occasione di sviluppo per i territori coinvolti oggi purtroppo interessati da fenomeni di forte inquinamento e da inchieste giudiziarie collegate alle ecomafie.

ALLA PREFETTURA DI MATERA E DI POTENZA CHIEDIAMO

di attuare al più presto il Piano di Emergenza nucleare per la tutela delle popolazioni ai sensi del Decreto legge 320/95;
di redigere ed attuare un Piano di Emergenza dighe per tutelare le popolazioni a valle degli invasi, in particolare per la diga di Senise, del Pertusillo e di tutte le altre dighe ed invasi minori.

AI SINDACI DI ROTONDELLA, DEL METAPONTINO E DELLA BASILICATA CHIEDIAMO:

in qualità di responsabili della salute pubblica, di attuare concretamente il rispetto e l’applicazione delle leggi in materia di tutela della salute delle popolazioni, avviando, in primo luogo campagne di messa in sicurezza e bonifica delle innumerevoli micro e mega discariche, anche di rifiuti pericolosi, spesso oggetto di indagini della Magistratura;
di costituirsi in un coordinamento permanete per la denuclearizzazione del metapontino, formalizzando la richiesta di un nuovo regolamento del Tavolo della Trasparenza che contemperi una più ampia partecipazione e con sedute “a rotazione”, come prima esemplificato;
di ribadire che lo sviluppo economico passa attraverso la tutela del territorio e che nessuna compensazione ambientale potrà mai salvaguardare.

ALLE ASSOCIAZIONI, AI MOVIMENTI E AI PARTITI POLITICI CHIEDIAMO:


di far propria la volontà dei lucani e del popolo del Sud per una denuclearizzazione del territorio manifestata nel 2003 affinchè il centro della Trisaia divenga sede di facoltà universitarie per la ricerca in Agricoltura, Turismo, per l’applicazione le Energie Rinnovabili.

LETTO E SOTTOSCRITTO
- per conto della OLA [Organizzazione Lucana Ambientalista],
che se ne fa portavoce, coordinatrice e promotrice - da:


Comitato ANTI-Scorie
M.A.P. N.S.T. Movimento Antinucleare Pacifista NoScorie Trisaia
Comitato Lucano per il Controllo delle Scelte Energetiche
Comitato per la Difesa di Bosco Mangarrone di Rivello
Comitato per il No alle Antenne Selvagge nel Lagonegrese
Lipu Nazionale
Lipu Basilicata
Forum Ambientalista Nazionale
Osservatorio Nazionale Biodiversità della Lipu
Italia Nostra Calabria
Associazione Verdi per la Pace, Policoro
Osservatorio Internazionale per la Tutela dei Diritti dei Lucani nel Mondo, Zurigo
Associazione Culturale Allelammie
Rete Jonica per l'Ambiente
PeaceLink, Taranto
Arci, sezione di Pomarico (Matera)
Accademia Kronos Basilicata
Associazione Lucana Internazionale, Zurigo
Il Brigante Lucano
CE.ST.RI.M. Centro Studi e Ricerche sulle Realtà Meridionali
Presidio Antinucleare di Metaponto
Co.S.A. Comitato Salute Ambiente Pollino
Archeoart, Policoro
Fare Verde Calabria
Archivio Lucano delle Voci
Comitato contro i soprusi alla salute pubblica, Nova Siri

Centro Mediterraneo delle Arti
N.I.MER. Nuova Identità Meridionale
Associazione Terra dei Calanchi

[Le Adesioni al presente Documento sono in continuo aggiornamento]
postato da sabbio alle ore settembre 16, 2007 18:10 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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domenica, 09 settembre 2007

Segnalazioni IMPORTANTI



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"I fumetti hanno il merito di coinvolgere e comunicare. Sono parte di una metodologia didattica attiva che ormai dovremmo tutti adottare nelle scuole. La vicenda raccontata diventa così memoria storica e insegnamento per tutti. La vivacità del racconto - mai scontato e tuttavia ricco di riferimenti a contenuti come le scienze e la storia - trasmette passione ed entusiasmo. La "lezione di Scanzano" è un antidoto alla rassegnazione e alla passività. E' la prova che la democrazia può nascere dal basso e può vincere anche contro gli interessi più potenti. E' una lezione che dovrebbe entrare nella scuola perchè formi ciò che di più prezioso l'educazione può promuovere: lo spirito della libertà"


[Alessandro Marescotti di peacelink.it]




Un terzo del ricavato dell'opera sarà devoluto in favore delle opere missionarie dei Padri Comboniani in Africa. In particolare finanzierà un progetto per costruire nelle baraccopoli di Korogocho a Nairobi in Kenya una casa per il recupero dei ragazzi che a causa della povertà, delle malattie e della fame, si drogano con la colla. I vapori delle colle inspirati da sacchetti di plastica provocano danni enormi al cervello e allo sviluppo degli stessi ragazzi.


MESSAGGIO PROMOZIONALE


Un fumetto per ricordare e non dimenticare i giorni della protesta di Scanzano Jonico (Mt) e del popolo lucano contro la costruzione del deposito di scorie nucleari in località Terzo Cavone. "La Lezione di Scanzano", storia di straordinaria democrazia e libertà, nasce con questi presupposti, quelli della memoria delle fatidiche ultime due settimane del novembre 2003.

Ideato da Felice Santarcangelo, uno dei tanti attivisti nell'esperienza di Scanzano e disegnato da Valerio Calabrese, laureando in scienze della comunicazione con la passione dell'illustrazione racconta la meravigliosa esperienza vissuta da Leo, dai suoi amici e dalla sua gente della Lucania. Nel Novembre del 2003 il governo decide di realizzare, a sorpresa, un megadeposito di scorie nucleari in Basilicata nei pressi di Scanzano Jonico. L'incubo del nucleare mobilita i Lucani che, dopo lunghi giorni di protesta pacifica, costringono il governo a ritirare il decreto legge sul deposito. La lezione di Scanzano è una giornata di scuola per Leo, una lezione di libertà, democrazia e civiltà per il mondo dei governanti e dei potenti. Un messaggio di pace e solidarietà verso il prossimo. Un esempio di come si può trasformare un'esperienza sociale in una lezione di educazione civica.

QUANTO COSTA?
Il fumetto è edito dalla "Edizioni lucanianet.it". Il costo è di 3,00 Euro

UN GESTO DI BENEFICENZA

Un terzo del ricavato dell'opera sarà devoluto in favore delle opere missionarie dei Padri Comboniani in Africa. In particolare finanzierà un progetto per costruire nelle baraccopoli di Korogocho a Nairobi in Kenya una casa per il recupero dei ragazzi che a causa della povertà, delle malattie e della fame, si drogano con la colla. I vapori delle colle inspirati da sacchetti di plastica provocano danni enormi al cervello e allo sviluppo degli stessi ragazzi.

COME RICHIEDERLO!

Per richiedere il fumetto è facilissimo, basta contattare LucaniaNet.it (www.lucanianet.it) presso la sede di Tito Scalo (Potenza) al seguente numero di telefono: 0971.629359 oppure scrivere una mail all'indirizzo di posta elettronica: edizioni@lucanianet.it o, ancora, recandoti all'ufficio postale più vicino e versando sul conto corrente n. 32944761 intestato a: "Ass. Cult. Lucanianet.it - Z.na industriale - 85050 Tito Scalo (Potenza) la quota relativa all'acquisto di una o più copie del fumetto. Causale: n.copie "La Lezione di Scanzano".

postato da sabbio alle ore settembre 09, 2007 15:37 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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martedì, 04 settembre 2007

On. Letta Per favore CI RISPONDA!!




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In data 31/08/07 in una Piazza Eraclea a Policoro gremita di gente
l’on. Letta con il presidente della regione Basilicata De Filippo e l’eurodeputato Pittella apre un confronto con i cittadini per una sua candidatura alla guida del Partito Democratico. Volendo ricordare un po’ di storia per una strana coincidenza l’evento partecipativo si è tenuto proprio nella Piazza di Policoro che nasce sull'agorà greca dove i pubblici amministratori della Polis prendevano decisioni assieme ai cittadini. Ma ad una precisa domanda fatta da un cittadino l’On. Letta non dà alcuna risposta:

-On. Letta lei che fa della Basilicata “la Capitale” per la sua
candidatura alla guida del partito democratico ci spieghi cosa può fare un nuovo partito quello “democratico” per la Basilicata?

-Regione che penso conosce bene con situazioni molto marginali,
premesso che è una Regione in forte spopolamento e se continua così tra vent’anni non rimarrà più nessuno, ha un elevato PIL(Drogato) che nel 2006 ha fatto uscire la Basilicata dagli aiuti comunitari dell’Obiettivo 1, ma ha i redditi procapite tra i più bassi d’Italia ed esiste un elevato grado di disoccupazione, perché stranamente è sempre una Regione interessata da tanti progetti di interesse strategico nazionale ?

1) Nel 2003 il deposito nazionale di scorie nucleari a Scanzano


2) Da circa dieci anni le perforazioni petrolifere ,la regione(prima
produttrice in Italia di petrolio)è diventata una groviera e ci sono concessioni che arrivano fino allo Jonio dove esiste il vero volano dell’economia lucana ( agricoltura e turismo) e su queste attività sa bene che le estrazioni petrolifere sono molto incompatibili.
Prima di dare i Via alle estrazioni petrolifere nessuno ha mai chiesto ai cittadini cosa ne pensavano, in pratica nessuna partecipazione su opere molto impattanti.

3) Un megaimpianto di stoccaggio di gas nel sottosuolo in Valbasento da
realizzare prossimamente.

-Siamo inoltre vicino al centro nucleare della Trisaia, l’unico che non si è svuotato come gli altri siti italiani con il decommissioning, perché ha del materiale nucleare Americano (weapons-grade ,64 barre di UTh di Elk River), situazione che lei conosce bene perché interessato della questione da tempo, che fine faranno queste barre e il centro della Trisaia ?

-Inoltre per il deposito nazionale di scorie e il nucleare (centrali in Slovacchia) del ministro Bersani, lei è favorevole? On. Letta per favore ci risponda e non possiamo accettare che due gocce d’acqua(in numero, perché a Policoro non piove da quasi tre mesi) la facciano desistere per allontanarsi da una piazza gremita di gente ansiosa di conoscere alcune verità sulla propria terra.

Per par condicio le stesse Domande saranno rivolte a Walter Weltroni e
Rosy Bindi.



NOSCORIE TRISAIA
Movimento Antinucleare Pacifista

postato da sabbio alle ore settembre 04, 2007 15:08 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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giovedì, 30 agosto 2007

I PRESIDI DEL 1 SETTEMBRE

postato da sabbio alle ore agosto 30, 2007 22:57 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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domenica, 26 agosto 2007

Comunicato Stampa



TUTTO PRONTO PER IL 1° SETTEMBRE!  VI ASPETTIAMO NUMEROSI IN TUTTI I PRESIDI DEL COMITATO!

Nel frattempo pubblichiamo di seguito il comunicato stampa che verrà inviato a tutte le maggiori testate giornalistiche locali e a molti quotidiani on-line.




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CRISTO, RIPARTI DA EBOLI?


Il grave problema delle Scorie Radioattive in Basilicata ha suscitato scalpore persino sulle pagine dell’”Economist”, ma qui da noi, dove Cristo non è arrivato ( ovvio il riferimento del periodico inglese a Carlo Levi ), c’è chi fa ancora orecchie da mercante e tende a dimenticare, o meglio occultare, quanto avviene in quel di Rotondella. L’inchiesta giudiziaria di Nicola Maria Pace, le rivelazioni di alcuni pentiti della ‘ndrangheta, l’incremento abnorme dei casi di patologie neoplastiche ( tumori ) ed ora un’offensiva giornalistica proveniente direttamente da Londra, ancora non bastano a risvegliare le placide e calde acque di Istituzioni, Media e Associazioni ambientaliste, apparentemente impegnate a trovare adeguate soluzioni al problema Scorie Radioattive ma, che in realtà, si rivelano indifferenti o addirittura complici.


Ma la difficoltà nello smaltire la spazzatura nucleare che abbiamo qui in Basilicata non risiede di certo nella reale impossibilità di sistemare altrove i rifiuti liquidi!Le Scorie Radioattive sono in realtà un problema sociale. Sono il problema di una Regione che ancora non riesce a fuoriuscire da quella cappa fatta di ignoranza e arretratezza. Il problema di una Regione che antepone gli interessi economici di una ristretta cerchia di persone alla salute dei propri concittadini. Il problema di una Regione che ancora crede di essere l’Isola felice del Sud quando, in realtà, non solo subisce l’iniziativa della ‘ndrangheta, ma viene anche considerata “sua personale immondezzaio”. E’ inutile dire che a questo punto la strategia del “non vedo, non sento e non parlo” deve essere immediatamente abbandonata e soppiantata dalla forza propulsiva e prorompente dei giovani, unica speranza di una Regione debole e atrofizzata. La nascita del Comitato Anti-Scorie ( movimento nato dall’esperienza congiunta dell’FGS Potenza, dell’UDS Potenza e dell’UDS Matera ) si colloca proprio in questa “nuova” voglia di cambiare, cambiare scrivendo insieme un futuro migliore. Primo capitolo: La Salute. I dati dell’Istituto Superiore di Sanità parlano di un incremento del 50% dei casi di patologie neoplastiche (tumori) in Basilicata (specialmente in Provincia di Matera). E’ pur vero che in Basilicata non abbiamo un Registro Oncologico in grado di fornirci dati più precisi, che l’aumento di popolazione si associa ad una aumentata incidenza di neoplasie (anche se tale aumento interessa significativamente anche le decadi intermedie di vita), che la percentuale di tumori rimane comunque sotto la media nazionale ma, considerando che la nostra Regione non è stata mai investita da una vera e propria industrializzazione e che fino a pochi decenni fa eravamo in una situazione di massimo privilegio, si sarebbe auspicato per lo meno uno studio epidemiologico più serio. Lo studio serio è stato fatto solo per come meglio occultare la verità.


Il Comitato ANTI-SCORIE, al grido di “Siamo tutti Radioattivi!”, lancia la Campagna d’informazione e divulgazione che dal 1°Settembre entrerà nelle scuole e nelle piazze della Regione per sensibilizzare giovani e non sul problema Scorie Radioattive. Il 1° Settembre i primi banchetti a Potenza, in Piazza Mario Pagano e Piazza Don Bosco (volantinaggio al Serpentone e a Bucaletto) e a Matera, in Piazza Vittorio Veneto, dalle ore 18.00 alle ore 21.30 (per la consultazione via internet invece www.noscorie.splinder.com) .

Il miglior modo a nostra disposizione per tutelare la Nostra Salute è l’Informazione.


postato da sabbio alle ore agosto 26, 2007 11:55 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
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lunedì, 20 agosto 2007

Cristo, riparti da Eboli??

Riporto qui di seguito un articolo di www.giornalettismo.ilcannocchiale.it. La vicenda "Scorie in Basilicata" è diventata famosa!

 

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L'Economist è tornato ad occuparsi dei problemi italiani, questa volta affrontando l'annosa questione della criminalità organizzata che da secoli ormai impera in tutta Italia. Più precisamente, il settimanale inglese ha denunciato la penetrazione della ndrangheta in Basilicata e, oltretutto, la presenza di una corona di clan e organizzazioni limitrofe e la nascita di una nuova malavita lucana. Ci voleva l'Economist? vien da chiedersi anche dopo le stizzite repliche di alcuni politici lucani di AN, che hanno parlato di calunnie e razzismo, gente a cui evidentemente della realtà dei fatti e della necessità di un'azione forte, non importa nulla. Chissà come mai. La verità è che il "mito" della Basilicata, novella Svizzera neutrale dalle mafie che la circondano, è appunto solo un mito. Se pure non si vedono lupare agli angoli della strada, questa regione non è stata risparmiata dai cancri delle due sicilie, che piuttosto l'hanno trattata da possibile discarica d'Italia. Un destino infame, che in parte si patisce già, contro cui solo una forte mobilitazione dei cittadini ha potuto qualcosa, molto poco in verità. Una storia vecchia, che s'intreccia a storie (e scorie) ancora più vecchie, e quasi sconosciute.

LE SCORIE ATTO PRIMO - Qualche tempo fa a Scanzano Jonico, ridente cittadina marittima, un terremoto giudiziario ha spazzato via i vertici amministrativi: 15 arrestati, fra cui il sindaco, Mario Altieri (AN), il vicesindaco e l'assessore all'Agricoltura. Le accuse, molteplici: innanzitutto i brogli elettorali ("In quella sezione mettimi tizio presidente. Hai anche i nomi degli scrutatori", avrebbe detto Altieri) e, non meno importante, l'intimidazione di alcuni giornalisti avvenuta nei mesi caldi della protesta contro la famosa decisione del Governo di gettare anni di monnezza nucleare in un sito turistico e geologicamente inadatto. In quell'occasione, una parte importante la ebbe uno dei clan lucani cui probabilmente si riferisce l'Economist: il clan Scarcia. Pare infatti che il sindaco si sia rivolto ad esponenti dell'organizzazione per evitare le contestazioni (i dimostranti lo incolpavano di essere "colluso" con la decisione governativa, anzi nei fatti di averla favorita). Addirittura un giorno, uno degli arrestati - tale Giuseppe Pisanò - fece irruzione nella sede del comitato "Scanziamo le scorie" - dove Altieri si stava recando per un incontro - dicendo "Il sindaco va applaudito e ringraziato per la riuscita della protesta e non contestato".

LE SCORIE ATTO SECONDO - Ben prima di questa ultima storia di scorie, però, ce n'è un'altra che chiama in causa direttamente la 'ndrangheta. Si tratta della misteriosa presenza di 100 fusti di materiale nucleare sotterrati da qualche parte nell'entroterra lucano, la cui ricerca impegna carabinieri e forze dell'ordine da anni. Dell'origine di queste scorie, si ha solo qualche notizia nebulosa: si parla di ingegneri iracheni all'enea di Rotondella e all'Itrec di Trisaia e traffico di materiale nucleare dall'estero. Fattosta che un giorno alla 'ndrangheta viene chiesto di far sparire 600 fusti di materiale: 500 partiranno alla volta della Somalia, di notte, mentre altri 100 resteranno qui, in Basilicata. Da allora dormono, nascosti chissà dove, in una Regione in cui il tasso di incidenza tumorale è misteriosamente schizzato malgrado "l'aria pulita" e "i sani stili di vita", anche fra i giovanissimi. Anche fra i bambini. E da qualche anno si inseguono questi mostri sepolti, si gira come trottole dietro le dichiarazioni di un pentito della malavita campana che ha indirizzato più volte gli investigatori verso luoghi rivelatisi sbagliati. Una caccia alla bomba mortale che è arrivata anche qui, a un chilometro scarso da dove ora sto scrivendo. E pensare che qualcuno, l'Economist, voleva pure smentirlo.

postato da sabbio alle ore agosto 20, 2007 15:22 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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sabato, 18 agosto 2007

Il Manifesto

 

 

manifestoblog

 

 

 

postato da sabbio alle ore agosto 18, 2007 23:44 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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domenica, 12 agosto 2007

Botta e Risposta Lelio Lagorio



d21430
Pubblico di seguito la mail spedita ieri sera dall'Ex Ministro della Difesa ( '80-'83 ), Lelio Lagorio, rammaricato per la pubblicazione dell'articolo de "L'Espresso" sul nostro Blog.


Mail di Lelio Lagorio 11/8/2007


Vedo riportata sul vostro sito web (pagina di mercoledì 30 maggio 2007) la vecchia notizia pubblicata dal settimanale "L'Espresso" secondo la quale il Ministro socialista della Difesa Lelio Lagorio in combutta col pregiudicato Nirta avrebbe brigato per stoccare pericolosi rifiuti tossici anche in Basilicata.Vi invito a prendere buona nota che tale notizia è stata da me seccamente smentita
prima a "L'Espresso" e poi alla Camera dei Deputati, Commissione di inchiesta Alpi (presidente on.Taormina). Al riguardo potete vedere "I misteri della Somalia" nel paragrafo "Documenti" del sito www.leliolagorio.it. Considerato che aderite ad una organizzazione socialista non sarebbe stato male se prima di rilanciare la assurda notizia de "L'Espresso" mi aveste contattato. Sono orgoglioso infatti di aver militato una vita nelle file socialiste e di aver sempre servito lo Stato con onestà. Saluti


Lelio Lagorio


Mail di Francesco Lerra 12/8/2207


Gentile Lelio Legorio,

innanzitutto La ringrazio per l'interessamento, nessun "illustre" citato nei nostri documenti, fino ad ora, ci ha risposto.
Ho letto attentamente il documento che Lei mi ha consigliato di consultare, e sinceramente non ho trovato nessuna "smentita". Il fatto di negare la conoscenza di Nirta e Candelieri non significa essere innocenti, questo dovrà stabilirlo l'Autorità Giudiziaria che, a quanto ho capito, sta già lavorando a tale caso. La Sua parola è senza dubbio importante, ma di parole, qui in Basilicata, ne abbiamo fin troppe. I dati parlano chiaro: incremento del 50% di Tumori dal 1980 al 1998.
Mi dispiace sinceramente di non averLa potuta contattare prima della pubblicazione del nostro articolo ma, essendo abituati ad essere ignorati da Istituzioni, Media e Politici, riteniamo sia ormai inutile continuare a professare la correttezza con persone di questo livello ( Le assicuro che in Basilicata il livello è molto basso).

Cordiali Saluti.

Francesco Lerra

postato da sabbio alle ore agosto 12, 2007 11:35 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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mercoledì, 08 agosto 2007

..Stiamo Arrivando..


COMITATO ANTI-SCORIE





Nasce oggi il COMITATO ANTI-SCORIE, il gruppo composto da UDS Potenza, UDS Matera ed FGS, che nei prossimi mesi sarà protagonista di un'accesissima battaglia contro la pericolosissima vicenda della Scorie Radioattive presenti nel centro ITREC di Rotondella.

STIAMO ARRIVANDO..(presto il "re-styling" del sito e la creazione di un logo)

Nel frattempo TUTTI IN PIAZZA a Potenza e Matera il 1° Settembre dalle ore 18.00 alle ore 21.30!!


Maggiori informazioni e ragguagli verranno pubblicati in seguito.

Per informazioni:

340/6293289 Francesco Lerra

postato da sabbio alle ore agosto 08, 2007 21:27 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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domenica, 05 agosto 2007

Incontro 8 agosto del 2007




manifestazione


La dura campagna contro le Scorie radioattive, ancora depositate nel sito di Rotondella, avrà inizio l'8 Agosto 2007. Infatti è proprio in questa data che le Comapgne e i Compagni di UDS Potenza, UDS Matera e FGS si riuniranno per dar vita al nuovo Coordinamento No Scorie. L'incontro avverrà nella Sede FGS di Via Messina 1 alle ore 15.00 e sarà aperto a chiunque abbia intenzione di dare anche un minimo contributo alla risoluzione della tremenda vicenda che da anni ormai è presente in Regione.

Stiamo arrivando...
postato da sabbio alle ore agosto 05, 2007 16:20 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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mercoledì, 06 giugno 2007

Movimento No Scorie



NO AL DEPOSITO UNICO ED AL SITO INGEGNERISTICO DEL MINISTRO BERSANI

 
di Movimento No Scorie Trisaia




Dopo l'ex governo Berlusconi e l'ex ministro Marzano, è la volta dell'attuale ministro dello Sviluppo Economico, Bersani (che già voleva le scorie in Basilicata con la Giunta Dinardo) che ha dichiarato di recente l'intenzione di realizzare il sito unico ingegneristico nazionale ove allocare il deposito per le scorie radioattive. Per la sua costruzione incontrerà i rappresentanti delle Regioni e, nel caso che tali consultazioni non portino ad un "auspicato" consenso locale, il ministro Bersani ha dichiarato che vi provvederà il Governo con poteri straordinari, così come dimostra la recente vicenda della discarica a Serre (Sa).

I lucani, dopo la vicenda di Scanzano, chiedono che il Governo regionale, il Consiglio Regionale, le Province e i Comuni della Basilicata dichiarino subito, non solo la loro netta contrarietà alla realizzazione del deposito unico nazionale ingegneristico per le scorie nucleari ma che in nessun modo la Basilicata può essere interessata ad ospitare rifiuti radioattivi. Il Movimento Pacifista Antinucleare Noscorie Trisaia, facente parte del Coordinamento OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) chiede ai sindaci del Metapontino e dell'area dei Calanchi di convocare con urgenza i propri Consigli Comunali per dichiarare un "preventivo NO" alle richieste del ministro Bersani, con la dichiarazione di indisponibilità ad ospitare un sito ed un deposito unico ingegneristico o di qualsiasi impianto nucleare.

I parlamentari lucani, ed in particolare i sottosegretari Bubbico, D'Andrea e Lettieri quali componenti del Governo, facciano sentire subito la propria voce ed esprimano una netta contrarietà all'intenzione di realizzare il deposito unico per le scorie nucleari in Italia da allocare in un sito ingegneristico, attuando invece la messa in sicurezza dei siti nucleari italiani per i quali i cittadini italiani contribuiscono attraverso la bolletta Enel.

Nel chiedere la restituzione delle barre di Elk River ai legittimi proprietari del Governo USA ed ancora presso il Centro Enea-Sogin della Trisaia di Rotondella (Mt), Noscorie Trisaia chiede di riconvertire le attività del Centro Trisaia in attività universitarie. Prima di trovarsi di fronte ad un nuovo "decreto legge" d'urgenza e all'emergenza nucleare creata da un possibile ritrovamento dei rifiuti radioattivi di cui le dichiarazioni del pentito di mafia, è necessario che l'area dei Calanchi Lucani diventino subito parco naturale regionale e le miniere di salgemma di Scanzano siano definitivamente chiuse.

I movimenti antinucleari, le associazioni ed i cittadini vigileranno sul comportamento e sugli atti di ogni consigliere, sindaco e presidente. E', infatti, diventato troppo facile, dopo esser saliti sul "carro di Scanzano", nascondersi dietro la politica, le tessere di partito e gli interessi delle lobby nucleari e di quelle dello smaltimento dei rifiuti che intendo asservire il territorio lucano ai loro affari.
postato da sabbio alle ore giugno 06, 2007 15:21 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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Utente: sabbio
Nome: Comitato ANTI-SCORIE -Via Messina 1- 85100 Potenza


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